Movimento artistico surrealista

Salvatore Fiume | Pittore figurativo

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Salvatore Fiume (1915-1997) è stato un pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo italiano. Le sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, tra cui i Musei Vaticani, l'Eremo di San Pietroburgo, il Museo di Arte Moderna di New York, il Museo Pushkin di Mosca e la Galleria d'Arte Moderna di Milano Nato a Comiso, in Sicilia, il 23 ottobre 1915 Salvatore Fiume è stato pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. All'età di sedici anni ha vinto una borsa di studio per il Royal Institute for the Book Illustration di Urbino, dove ha acquisito una profonda conoscenza delle tecniche di stampa come litografia, serigrafia, incisione e xilografia. Terminati gli studi, nel 1936 si trasferì a Milano dove divenne amico di importanti scrittori come Dino Buzzati e Salvatore Quasimodo, (quest'ultimo doveva ottenere il premio Nobel nel 1959).
Salvatore Fiume con Giorgio De Chirico alla Scala nel 1953 Salvatore Fiume - Ritratto di Tolouse Lautrec, 1964























































Nel 1938 si trasferisce ad Ivrea come direttore artistico della rivista culturale Olivetti, particolarmente caro al presidente Adriano Olivetti e di cui prestigiosi collaboratori erano intellettuali come Franco Fortini e Leonardo Sinisgalli. Anche se voleva intraprendere la carriera di pittore, il primo successo di Fiume arrivò nel 1943 con la pubblicazione del suo romanzo autobiografico Viva Gioconda! (Evviva per Gioconda!) di Bianchi-Giovini editori di Milano. Per dedicarsi completamente alla pittura, nel 1946 Fiume lasciò l'Olivetti e si trasferì a Canzo, vicino a Como, dove adattò un'enorme filanda del XIX secolo in uno studio che in seguito sarebbe diventato anche il suo casa permanente (ora è la casa della Fondazione Salvatore Fiume). Nel 1948, quando la sua pittura, poi profondamente influenzata dal Quattrocento italiano e dalla pittura metafisica di de Chirico, Savinio e Carrà, ebbe difficoltà a stabilirsi, Fiume realizzò una serie di opere ispirate alla tradizione e al folklore spagnolo e le firmò F. Queyo, inesistente pittore gitano la cui storia di esilio politico a Parigi fu completamente inventata da Fiume. I dipinti furono esposti con successo alla Galleria Gussoni di Milano. L'anno 1949 fu la sua prima mostra ufficiale alla Galleria Borromini di Milano. Le città di statue e isole di statue di Fiume attirarono l'attenzione della critica e questi dipinti divennero presto noti in tutta la comunità artistica. Durante quella mostra Alfred H. Barr Jr., direttore delle collezioni del MoMA di New York, acquistò la statua di Città del 1947 nelle collezioni di quel museo. Anche la Collezione Jucker di Milano ha acquistato un dipinto da quella mostra. Nel 1950 Alberto Savinio, fratello di Giorgio de Chirico, promosse la partecipazione di Fiume alla Biennale di Venezia dove espose il trittico Isola di statua, ora nei Musei Vaticani. Questo gli ha fatto guadagnare una pagina intera in "Rivista di vita"La prima esperienza di Spotume come scenografo, sempre su consiglio di Alberto Savinio, fu nel 1952 quando disegnò i set e i costumi di The Short Life di De Falla per il Teatro alla Scala, seguito dal balletto di Beethoven The Creatures of Prometheus, sempre nel 1952. Successivo venne la Medea di Cherubini (1953), Respighi's The Flame (1954), Norma di Bellini (1955), Il Nabucco di Verdi (1958), Rossini's William Tell (1965). Ha anche collaborato con altri importanti teatri come il Covent Garden di Londra (Aida di Verdi, 1957) il Teatro Massimo di Palermo (Bellini's The Capulets and The Montagues, 1954), e il Montecarlo Opera House (La campana di Donizzetti, 1992), che concluse la sua collaborazione con il teatro dell'opera. Nel 1951 l'illustre architetto italiano Gio Ponti chiese a Fiume di dipingere un'enorme tela (450 x 9 piedi) da affiggere nel salone principale del transatlantico Andrea Doria. In quel dipinto Fiume rappresentava una città immaginaria del Rinascimento italiano, dove i visitatori potevano avere una prospettiva di alcuni dei capolavori che avrebbero ammirato in Italia. Purtroppo nel 1956 l'enorme tela affondò con la nave al largo dell'isola di Nantucket, Massachusett. Nel 1953 venne commissionata da Fiume a New York "Vita" e "Volte"Riviste tre isole di statue re-invenzioni della storia di Manhattan e della Baia di New York per la loro sede. Tra il 1949 e il 1952, invitato dall'imprenditore Bruno Buitoni Sr. per illustrare" le avventure, le disgrazie e le glorie "del vecchio Regione Umbria. Fiume ha realizzato dieci grandi dipinti ispirati ai maestri del Quattrocento italiano come Piero della Francesca e Paolo Uccello. Questo ciclo è ora nella Sala Fiume di Palazzo Donini a Perugia, la sede della Regione Umbria. Nel 1962 una mostra itinerante di circa 100 dipinti di Fiume è stata ospitata in Germania da numerosi musei in varie città tra cui Colonia e Ratisbona. Nel 1967 dipinse il bozzetto per il grande mosaico nella Basilica dell'Annunciazione di Nazareth in Terra Santa. Nel 1973, accompagnato dal suo amico fotografo Walter Mori, Fiume viaggiò nella Valle del Babile in Etiopia dove dipinse le sue isole su un gruppo di rocce usando la pittura marina. Nel 1974 il Palazzo Reale di Milano ospitò una grande antologica di Fiume. Lì espose una parziale riproduzione in gesso e poliuretano delle rocce che aveva dipinto in Etiopia, che occupavano quasi interamente l'enorme Sala delle Cariatidi. Nella stessa occasione Fiume ha presentato la sua Monna Lisa africana, un omaggio alla bellezza delle donne africane, ispirata alla Gioconda di Leonardo, ora al Museo Vaticano. Nel 1975 la cittadina di Fiumefreddo Bruzio nel Sud Italia accolse con entusiasmo la proposta di Fiume di rivitalizzare gratuitamente il suo vecchio centro storico. Così, nel 1975-1976 ha affrescato alcune pareti interne ed esterne del vecchio castello in rovina, e nel 1976 ha dipinto la volta della Cappella di San Rocco. La sua prima mostra di scultura è stata nel 1976 presso la Galleria l'Isola di Milano . La produzione di Fiume come scultore comprende anche una serie di sculture di grandi dimensioni come la statua di bronzo presso la sede del Parlamento europeo a Strasburgo, il gruppo di pietre all'Ospedale S.Raffaele di Roma, il bronzo nell'Ospedale S.Raffaele di Milano, il bronzo gruppo per la fontana del vino a Marsala, in Sicilia, i due bronzi nelle due piazze principali di Fiumefreddo e due bronzi al Museo delle sculture di Portofino. Nel 1995 lo spazio aperto del Centro Allende di La Spezia ospitò la sua ultima mostra di scultura. Nel 1985 tiene una grande mostra di dipinti a Castel Sant'Angelo a Roma. Nel 1987 una mostra di Fiume intitolata De Architectura Pingendi fu inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco allo Sporting D'Hiver di Montecarlo. Nel 1991 presenta i suoi progetti di architettura alla Mostra Internazionale di Architettura alla Triennale di Milano e nel 1992 tiene una mostra a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma. Nel 1993 Fiume viaggiò nei luoghi polinesiani legati alla vita di Gauguin e, in omaggio a quel grande maestro francese, donò uno dei suoi dipinti al Museo Gauguin di Papeari a Tahiti. Nello stesso anno ha anche tenuto un'esposizione presso l'International Exhibition Centre di Mosca. Accanto a Viva Gioconda !, un romanzo di grande successo, Fiume pubblica molti racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. Nel 1988 ha conseguito la laurea ad honorem in letteratura moderna presso l'Università di Palermo. Le sue opere si possono trovare in alcuni dei più importanti musei come il Museo Hermitage di San Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Puškin di Mosca, e il Museo di Arte Moderna di Milano. Dal 1978 una raccolta di 33 dipinti di Fiume è ospitata nei Musei Vaticani, una collezione che sintetizza i temi principali della sua produzione. Morì a Milano il 3 giugno 1997. Tra le mostre sui lavori di Fiume dal 1997, alcuni si distinguono dagli altri, come quello della Galleria Santerasmo di Milano del 1997 dal titolo Le alleanze pittoriche, la mostra antologica presso il Castello Gualtieri di Reggio Emilia nel 1998, e la mostra di ritratti The Body and the Soul alla Galleria Santerasmo di Milano in 1999. Una grande mostra intitolata Salvatore Fiume: Myths Hypotheses Metaphors si è tenuta nel 2001 a Canzo, vicino a Como, dove Fiume viveva dal 1946. Le due mostre tenutesi nel 2006 a Vilnius, Lituania e Varsavia, Polonia nei rispettivi Istituti di cultura italiana, vale anche la pena menzionare insieme alla grande retrospettiva (207 opere) tenutosi ad Arezzo nel 2007 per il decimo anniversario della morte di Fiume. Nel 2008 l'Auditorium-Parco della Musica di Roma ha ospitato una mostra di Fiume dal titolo Mito e lo Spirito Classico alle soglie della Metafisica. Tra dicembre 2010 e febbraio 2011 si è tenuta presso lo Spazio una retrospettiva di Fiume intitolata Salvatore Fiume: un anticonformista del XX secolo Oberdan di Milano (100 opere tra dipinti, disegni e sculture). | © Fondazione Salvatore Fiume, via Alessandro Verza 68, 22035 Canzo (Co)
















































































Nato a Comiso in Sicilia il 23 ottobre 1915, Salvatore Fiume fu pittore, scultore, architetto, scrittore e scenografo. Una sedici anni di borsa di studio per il Regio Istituto per l'Illustrazione del Libro di Urbino dove si acquisisce una profonda conoscenza delle tecniche della stampa: litografia, serigrafia, acquaforte e xilografia. Nel 1936, terminati gli studi, si recò a Milano conobbe artisti e intellettuali fra cui Dino Buzzati e Salvatore Quasimodo (Premio Nobel per la letteratura nel 1959Con i quali stringiamo amicizia.Nel 1938 si trasferì a Ivrea, presso la Olivetti, come art director di una rivista culturale cara cara, Adriano Olivetti, alla quale collaboravano intellettuali di prestigio come Franco Fortini e Leonardo Sinisgalli. Intendi il suo primo successo con un'opera letteraria, il romanzo autobiografico Viva Gioconda !, pubblicato nel 1943 dall'editore Bianchi-Giovini di Milano.Per potersi dedicare completamente alla pittura, nel 1946 lasciò la Olivetti e si stabilì a Canzo, vicino a Como, dove adattò uno studio un'enorme filanda dell'Ottocento che dal 1952 divenne la sua residenza definitiva (ora è la sede della Fondazione Salvatore Fiume). Nel 1948, poiché la sua pittura, fortemente influenzata dal Quattrocento italiano e dalla pittura metafisica di de Chirico, Savinio e Carrà, faticava a imporsi, dipinse ed espose con successo alla Galleria Gussoni di Milano una serie di dipinti ispirati alla tradizione e al folklore spagnoli , firmandoli Francisco Queyo, un pittore gitano inesistente di cui ha inventato la storia di perseguitato politico esule a Parigi.Il 1949 fu invece l'anno della sua prima mostra ufficiale, sempre a Milano, alla Galleria Borromini, dove le sue Isole di statua e Città di statua suscitarono molto interesse presso la critica. Durante la mostra alla Borromini, il direttore delle collezioni del MoMA di New York, Alfred H. Barr Jr, acquistò la Città di statua del 1947 che ora si trova al MoMA, mentre la collezione Jucker di Milano acquisisce un dipinto esposto in quella stessa mostra . Nel 1950 fu Alberto Savinio, fratello di Giorgio de Chirico, una partecipazione alla Biennale di Venezia colomba espose il trittico Isola di statua (ora nei Musei Vaticani) che gli valse un'intera pagina della rivista americana "Vita". Al 1952 risale, sempre su suggerimento di Alberto Savinio, la prima esperienza di Fiume nella scenografia. In quell'anno eseguì per il Teatro alla Scala i bozzetti per scena e i costumi per La vita breve di De Falla e per Le creature di Prometeo di Beethoven. Seguirono Medea di Cherubini (1953), La Fiamma di Respighi (1954), Norma di Bellini (1955), il Nabucco di Verdi (1958) e il Guglielmo Tell di Rossini (1965). Collaborò poi con altri importanti teatri, come il Covent Garden di Londra (Aida di Verdi, 1957), il Teatro dell'Opera di Roma (Medea, 1954), il Teatro Massimo di Palermo (I Capuleti e i Montecchi di Bellini, 1954) e il Teatro dell'Opera di Montecarlo (Il Campanello di Donizetti, 1992), con cui concluse la sua collaborazione con il teatro dell'opera.Nel 1951 l'illustre architetto Gio Ponti gli commissionò un enorme dipinto (3 metri x 48 metri) per il salone di prima classe del transatlantico Andrea Doria. Fiume vi rappresentò una immaginaria città rinascimentale italiana ricca di capolavori d'arte di varie epoche storiche per i cittadini potessero diventare un'icona dei capolavori che prevedeva nel nostro paese. Purtroppo, nel 1956 l'immensa tela eò perduta nell'affondamento della nave al largo dell'isola di Nantucket, Massachusetts.Nel 1953 le riviste "Vita"E"TempoLe nuove sedi di New York, una serie di opere raffiguranti una storia immaginaria di Manhattan e della Baia di New York, che Fiume reinventò come Isole di statua.Fra il 1949 e il 1952, su invito dell'industriale Bruno Buitoni Sr, Fiume completò un ciclo di dieci grandi dipinti sul tema delle "Avventure, sventure e glorie" dell'antica Umbria, nei quali è evidente la lezione di maestri italiani del Quattrocento come Piero della Francesca e Paolo Uccello. I dipinti, donati dalla famiglia Buitoni alla Regione Umbria nel 1988, sono conservati a Perugia nella Sala Fiume di Palazzo Donini, aperta al pubblico.Nel 1962 una mostra itinerante portò cento quadri di Fiume in diversi musei tedeschi toccando, fra le altre, le città di Colonia e Ratisbona. Nel 1967 esegue il bozzetto per il grande mosaico nella Basilica dell'Annunciazione a Nazareth in Terra Santa. Nel 1973, accompagnato dall'amico fotografo Walter Mori, Fiume si recò in Etiopia, nella valle di Babile, si dipinse le sue Isole su un gruppo di rocce vecchie vernici marine.Per la grande mostra antologica del 1974 al Palazzo Reale di Milano Fiume realizzò una riproduzione in polistirolo, una grandezza naturale, di una parte delle rocce dipinte in Etiopia, occupando quasi l'enorme Sala delle Cariatidi. Nella stessa occasione presentò per la prima volta la Gioconda africana, ora nei Musei Vaticani, un omaggio alla bellezza femminile africana ispirato alla Gioconda di Leonardo. Nel 1975 la città calabrese di Fiumefreddo ha accettato con entusiasmo la proposta di Fiume di rivitalizzarne gratuitamente il centro storico con alcune sue opere. Così, nel 1975-76 dipinse alcune pareti interne ed esterne dell'antico castello e, nel '76, la cupola della Cappella di San Rocco.La sua prima mostra come scultore fu nel 1976 alla Galleria l'Isola di Milano. La sua produzione comprende opere di grandi dimensioni, come la statua di bronzo al Parlamento Europeo di Strasburgo, la scultura degli ospedali San Raffaele di Milano e di Roma, il gruppo bronzeo per la Fontana del Vino a Marsala e due bronzi al Museo del Parco di Portofino. Nel 1995 il Centro Allende di La Spezia si riunisce nei suoi spazi all'aperto la sua ultima mostra di scultura. Nel 1985 tenne una grande mostra di pittura a Castel Sant'Angelo a Roma. Del 1987 è l'esposizione di Architetto Pingendi allo Sporting d'Hiver di Montecarlo, inaugurata dal Principe Ranieri di Monaco. Nel 1991 espone i suoi progetti architettonici alla Mostra Internazionale di Architettura a Milano, al Palazzo della Triennale, e nel 1992 espone i suoi dipinti a Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma.Nel 1993 Fiume visitò i luoghi di Gauguin in Polinesia e, in omaggio al grande maestro francese, donò un dipinto al Museo Gauguin di Papeari a Tahiti. Oltre al romanzo Viva Gioconda !, che ebbe un notevole successo di critica, Fiume pubblicò numerosi racconti, nove commedie, una tragedia e due raccolte di poesie. Nel 1988 l'Università di Palermo gli conferì la laurea ad honorem in Lettere Moderne.Sue opere si trovano in alcuni dei più importanti musei del mondo quali i Musei Vaticani, il Museo Ermitage di S.Pietroburgo, il MoMA di New York, il Museo Puškin di Mosca e la Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dal 1978 i Musei Vaticani ospitano una sua collezione di 33 opere, che sintetizzano gran parte dei principali temi della sua produzione.Fumo muore a Milano il 3 giugno 1997. Fra le mostre sull'opera di Salvatore Fiume tenutesi a partire dal 1997 si segnalano quella alla Galleria Artesanterasmo di Milano intitolata Le Alleanze pittoriche del '97, l'antologica nel castello di Gualtieri, Reggio Emilia, del '98, la mostra di ritratti Il Corpo e l'anima del '99, sempre alla Artesanterasmo di Milano, quella del 2001 nel Comune di Canzo, colomba Fiume visse dal 1946, intitolata Salvatore Fiume: Miti Ipotesi Metafore, le due esposizioni nel 2006, a Vilnius, a Varsavia presso i rispettivi Istituti Italiani di Cultura. Del 2007-2008 è la grande retrospettiva (207 opere) alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, per la decennale della sua scomparsa, del 2008, che intitolata Mito e classicità alle soglie della metafisica, presso l'Auditorium-Parco della Musica di Roma.Dal dicembre 2010 al febbraio 2011 lo Spazio Oberdan di Milano ha ospitato la mostra Salvatore Fiume: un anticonformista del Novecento (100 opere fra dipinti, disegni e sculture). Dell'ottobre 2012 è la mostra Le identità di Salvatore Fiume, 50 Opere Anni '40 -'90 a Palazzo Pirelli, Milano. Il comune di Varese ha acquistato una sua scultura che è stata posizionata nel 2012 nella Piazza del Tribunale. Fra il 2012-2013 i figli di Salvatore Fiume hanno donato undici opere di grandi dimensioni alla Regione Lombardia che le custodiscono nello Spazio Fiume all'interno del nuovo Palazzo Lombardia a Milano. Inoltre, una sua scultura è stata posizionata a Milano in Piazza Piemonte il 23 ottobre 2013, nel giorno in cui Fiume ha compiuto 98 anni. | © Fondazione Salvatore Fiume, via Alessandro Verza 68, 22035 Canzo (Co)



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