Arte rinascimentale

Andrea del Sarto | Pittore italiano del Rinascimento

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Andrea del Sarto, nome originale Andrea d'Agnolo (Firenze 1486-1530, Firenze), Pittore e disegnatore italiano le cui opere di squisita composizione e maestria hanno contribuito allo sviluppo del manierismo fiorentino. Tra le sue opere più notevoli, tra le più famose, la serie di affreschi sulla vita di San Giovanni Battista al Chiostro dello Scalzo (c. 1515-1526).
Come artista fiorentino molto apprezzato, l'opera di Sarto contribuì notevolmente alla riforma naturalistica del Rinascimento, vista in seguito ai pittori manieristi. Si dice spesso della sua carriera che era meno ambizioso, e quindi oscurato dai suoi contemporanei come Raffaello, Leonardo da Vinci e Michelangelo. Le sue prime opere sono caratterizzate da uno stile individuale di raffigurazioni non idealistiche e informali di soggetti, che utilizzano un effetto sofisticato ed emotivo in termini di tono e atmosfera.







Sarto si è formato come orafo e intagliatore, tra gli apprendistati di pittura con Piero di Cosimo (1462-1522) e Raffaellino del Garbo (1466-1524). Dopo una breve collaborazione con un altro pittore fiorentino, Franciabigio (1482-1525), completando l'affresco del Battesimo di Cristo per la Compagnia dello Scalzo, emerse il suo stile individuale.


In un'altra collaborazione con Franciabigio e anche con Andrea Feltrini, Sarto ha fatto affreschi per la Santissima Annunziata di Firenze / Firenze. L'opera era considerata a caro prezzo dai patroni della Chiesa, la Fratellanza dell'Ordine dei Servi; chiamarono Sarto, Andrea senza errori o Andrea il perfetto. Completò un certo numero di affreschi per la chiesa dal 1509 al 1514 di cui tre di La vita di Filippo Benizzi, un santo servo, anch'egli Il viaggio dei Magi (O processione dei Magi), un pezzo dell'Annunciazione, le Nozze di Santa Caterina e anche la Nascita della Vergine. Queste opere contribuirono a posizionare Sarto come un importante pittore fiorentino, dove il suo laboratorio era in massima considerazione durante il 1513-1514.



Sarto lavorò principalmente a Firenze, creando quello che è forse il suo capolavoro nel 1517; una pala d'altare per il Convento di San Francesco dei Macci, Madonna delle Arpie. Il pezzo è ora nella Galleria degli Uffizi, tra altri pezzi di Sarto, i Padri contestano la dottrina della Trinità, anch'essa datata 1517. Ha avuto un breve periodo di due anni presso la corte di Francois il Primo, Re di Francia. Fu facilmente richiamato a Firenze da commissioni attraenti della famiglia dei Medici, e persino costruì una casa per se stesso a Firenze con i fondi dati a lui da Francois. Il dono del re a Sarto era nella fiducia che sarebbe tornato in Francia, cosa che non ha mai fatto, né ha rimborsato il re. Il suo lavoro a Firenze in seguito è una nota influenza sullo stile naturalistico degli artisti toscani della Controriforma.

Nel 1524 Michelangelo aveva portato un giovane Giorgio Vasari (1511-1574) allo studio di Sarto. Qui Vasari è stato influenzato da un gruppo di artisti di spicco tra cui Sarto e i suoi studenti Rosso Fiorentino o Il Rosso (1494-1540) e Jacopo Pontormo (1494-1557). Fu Vasari a scrivere che a Sarto mancava un impulso creativo, visto che non godeva del successo che i suoi contemporanei avevano.
Le sue opere successive includevano un certo numero di pezzi nei chiostri di Scalzo, alcuni dei quali sono appesi al Louvre ora, e un pezzo dell'Ultima Cena, che fu la sua ultima opera notevole prima della morte. Sarto ha anche dipinto autoritratti e ritratti di sua moglie, tra le altre persone, che sono ancora nelle gallerie di Firenze e nella National Gallery di Londra. © Galleria degli Uffizi Italia

























































Andrea del Sarto - Pittore, nato a Firenze il 6 luglio 1486 da Angiolo di Francesco sarto, donde il mio preso insieme con uno stemma di due seste incrociate. Da Andrea d'Angiolo o Angeli alla latina deriva anche la sigla di due A incrociate, che si trova su vari dipinti di A., la quale, supposta da G. Cinelli (Bellezze di Firenze, Firenze 1677) composta di A e V, ne avvalorò lungamente la credenza in un casato Vannucchi. Egli è il posto a sette anni presso un uomo, presso un pittore dozzinale, Giovanni o meglio Andrea Barile, che ha avuto la meravigliosa attitudine di A. per il disegno lo acconciò con Piero di Cosimo, presso il quale rimase varî anni, recandosi le feste alla sala del papa per studiare i celebri cartoni di Leonardo da Vinci e di Michelangelo. Ivi stretta amicizia col Franciabigio, questi due giovani artisti sono accordati per mettere su bottega insieme; difatti, pur non conoscendo nulla di operato in comune, nelle loro opere giovanili si avverte sempre una qualche analogia, dipendente dalla maggiore individualità e potenza rappresentativa di Andrea.
La sua arte è formò mentre, soggiornando a Leonardo da Vinci a Firenze, tutti gli artisti si earono modificando la sua influenza e più d'ogni altro Piero di Cosimo; onde A. con la dolcezza dello sfumato e con la trasparenza delle velature è possibile conquistare la massima morbidezza del modellato e leggerezza atmosferica. Il colorismo oleare assecondante la moda peruginesca dei suoi primi anni si eò un poco per volta armonizzando in un'intonazione dominante grigio rosea, rilevata da pastose lumeggiature e da velati cangianti. Sul tardi, in omaggio a Michelangelo, A. ingrandì il proprio stile, ma la delicatezza del suo gusto e la limitatezza delle sue aspirazioni gl'impedirono di trascendere verso le esagerazioni di altri, che non sono di forza per tali ardimenti . Assecondando quindi la propria modesta naturaAndrea senza errori", mentre nell'orbita del colorismo fiorentino si può considerare il massimo pittore; ché, se non gli è mancata la scintilla del genio ad animarne lo spirito creativo e critico, A. sarebbe stato da porsi tra i sommi.
La sua più antica tavola dipinta per la chiesa di S. Gallo distrutta durante l'assedio di Firenze è il Noli me tangere oggi agli Uffizi, ancora rigida di movimento e timida di colore. La prima opera monumentale cui posa mano A. fin dalla prima giovinezza fu la decorazione in terra verde a chiaroscuro del piccolo chiostro dello Scalzo, che egli iniziò con un Battesimo di Cristo ancora alquanto peruginesca, e sale saltuariamente secondo data documentate dal 1514, rappresentandovi i fatti della vita di S. Giovanni Battista con maniera variata secondo i progressi dell'arte propria; l'ultima storia, la Nascita del santo, è del 1526. Nel 1508 A. si matricola all'arte dei medici e speziali. Poco dopo egli comincia nel chiostrino dell'Annunziata gli affreschi con storie di S. Filippo Benizzi, ove si vede il costante evolvere e ammorbidirsi del suo stile coloristico a partire dalla ancora quasi quattrocentesca Resurrezione d un fanciullo per terminare nel 1510 col Bacio della reliquia.
Dall'altro lato del cortile A. dipinse nel 1511 il Corteo dei Magi e nel 1514 terminò il suo primo capolavoro, la Natività della Vergine, ove già superato la massima dolcezza d'intonazione e di sfumato nell'armonia di una nobile e calma composizione . Nel 1515 per l'ingresso trionfale di Leone X a Firenze si decorò di chiaroscuri la facciata posticcia del duomo eretta da Iacopo del Sansovino. Madonna delle Arpie dipinta nel 1517 per le monache di S. Francesco, oggi agli Uffizî. In questo anno sposò Lucrezia del Fede, bella vedova di carattere estroso che sembra la resa della vita alquanto tribolata; per i dipinti e le opere ritratti tra i quali il più bello trovasi al Prado a Madrid. Nel 1518 fu invitato in Francia alla corte di Francesco I ove fece il ritratto del Delfino ed altri dipinti dei quali rimasti, al Louvre, una Carità; ma né i successi né i guadagni lo trattennero l'anno dal recarsi a Firenze col pretesto di provvedere che opere d'arte antiche e moderne e di prendere seco la consorte; invece non trovò più il verso di tornare in Francia mancando di fede un Francesco io e consumando in altro modo il denaro. Nel 1520 A. mise mano a costruire una casa che ancora oggi si distingue all'angolo di via Gino Capponi (già San Sebastiano) con via Giuseppe Giusti (già del Mandorlo). Nel 1521 incominciò per il salone della villa Medicea di Poggio a Caiano l'affresco del Tributo di Cesare, ricco di figura, di animali, di architetture, vestito più tardi da Alessandro Allori. Nel 1524 dipinse per le monache di S. Pietro a Luco nel Mugello la Deposizione oggi a Pitti; nel 1525 un altro capolavoro, la Madonna del Sacco, in fresco nel chiostro dell'Annunziata; nel 1528 una Madonna con Santi per il duomo di Sarzana oggi a Berlino e i quattro Santi per la Vallombrosa oggi agli Uffizi. Nel 1530, durante l'assedio, A. dovette dipingere all'esterno del palazzo del Podestà i capitani traditori e i ribelli impiccati in effigie per i quali esistono stupendi disegni. Nel corso della difesa della città si andavano demolendo tutti gli edifizi del pianoforte fuori dalle porte sulla destra dell'Arno, il popolo stupefatto dalla bellezza del Cenacolo di A. dipinto nel 1527 a S. Salvi non avuto il coraggio di atterrarlo , e ancora oggi vi si può ammirare in eccellente stato di conservazione. Così rispettò anche un altro suo ammiratissimo affresco presso la Porta a Pinti, una Madonna, che il tempo ha distrutto, ma che si conosce per copie copie. A. morì il 22 gennaio 1531 e fu sepolto nel chiostrino dell'Annunziata.
Numerosissime inoltre sono le opere di A., che si conservano a Firenze e fuori. Ricorderemo qui nella Galleria Pitti, l'Annunziazione del 1512 (con l'iscrizione: Andrea del Sarto ecc.) la Disputa della Trinità del 1517, l'opera è più perfetta per l'espressione e per la calda fusione del colore, due grandi assunzioni, l'altra commessa da B. Panciatichi per una chiesa di Lione, l'altra nel 1526 dalla madre del cardinale Passerini per Cortona, a causa di Madonne in gloria con santi per le chiese di Gambassi e di Poppi, a causa delle famiglie Sante, a causa di Storie di Giuseppe per la camera nuziale dei Borgherini, il S. Giovannino; agli Uffizi, il ritratto di una poetessa, il S. Giacomo, l'autoritratto su tavola; alla SS. Annunziata, la testa del Redentore. A Pisa nel duomo, cinque santi tra i quali la celebre S. Agnese; a Roma, a causa di Madonne nelle gallerie Borghese e Barberini. A Vienna, la Pietà e i tre Arcangioli; a Dresda, lo Sposalizio di S. Caterina e il Sacrifizio d'Isacco; a Londra, un meraviglioso ritratto di scultore. Altre Madonne all'Hermitage, al Louvre, al Prado, ecc. / di Carlo Gamba, © Treccani, Enciclopedia Italiana

Guarda il video: Andrea del Sarto: vita e opere in 10 punti (Gennaio 2022).

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