Arte romantica

Vincenzo Cardarelli ~ Autunno veneziano / Autunno veneziano

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L'alito freddo e umido m'assale
di Venezia autunnale,
Adesso che l'estate,
sudaticcia e sciroccosa,
d'incanto se n'è andata,
una rigida luna settembrina
risplende, piena di funesti presagi,
sulla città d'acqua e di pietre
che rivela il suo volto di medusa
contagiosa e malefica.
Thomas Moran - Ingresso al Canal Grande, Venezia
Morto è il silenzio dei canali fetidi,
sotto la luna acquosa,
in ciascuno dei quali
che dorma il cadavere d'Ofelia:
tombe sparse di fiori
marci e d'altre immondizie vegetali,
dove passa sciacquando
il fantasma del gondoliere.
O notti veneziane,
senza canto di galli,
senza voci di fontane,
tetre notti lagunari
cui nessun tenero bisbiglio anima,
caso torve, gelose,
un picco sui canali,
dormenti senza respiro,
io vhoho sul cuore adesso più che mai.
Qui non i venti impetuosi e funebri
del settembre montanino,
non odore di vendemmia, non lavacri
di piogge lacrimose,
non fragore di foglie che cadono.
Un ciuffo d'erba che ingiallisce e muore
su un davanzale
è tutto l'autunno veneziano.
Così a Venezia le stagioni delirano.
Pei suoi campi di marmo e i suoi canali
non figlio che luci smarrite,
luci che sognano la buona terra
odorosa e fruttifera.
Solo il naufragio invernale conviene
a questa città che non vive,
che non fiorisce,
se non come una nave in fondo al mare.
Tratte da "Poesie", 1942
Arcimboldo Giuseppe ~ Autunno, 1573, Museo del Louvre, Parigi George Inness (1825-1894) John Atkinson Grimshaw Mary Cassatt - Autunno, 1880
Autunno veneziano
Su di me c'è il respiro umido e freddo
di Venezia autunnale.
Ora quell'estate,
sensuale e toccato da Sirocco,
come se la magia se ne fosse andata,
una luna severa di settembre
brilla, pieno di terribili presentimenti,
sulla città di acque e pietre
che rivela le sue caratteristiche di Gorgon,
contagioso e malvagio.
Morto è il silenzio dei canali che puzza,
sotto la luna acquosa,
in nessuno di loro sembra
riposa il cadavere di Ofelia:
tombe coperte di fiori marci
e altri rifiuti verdi,
dove passa, con uno squash,
il fantasma del gondoliere.
Oh notti veneziane,
senza il canto dei galli,
senza voci di fontane,
serate laguna-notti,
che nessun dolce sussurro lenisce,
case sinistre, gelose,
verticale sui canali,
addormentato senza respiro,
pesa sul mio cuore più che mai.
Qui, nessun vento impetuoso e funereo
di un settembre in montagna,
nessun odore di vendemmia, niente lavabi
di piogge piene di lacrime,
nessun incidente di foglie che cadono.
Un tussock che diventa giallo e muore
sul davanzale di una finestra
è tutto è un autunno veneziano.
Quindi, a Venezia le stagioni sono deliranti.
In tutti i suoi campi di marmo e i suoi canali
tutto è solo luci disorientate,
luci che sognano una buona terra
è fragrante e fruttuoso
Solo un naufragio invernale si riunisce
a questa città che non vive,
che non fiorisce,
diverso da come una nave fa nel fondo del mare.
Dalla collezione "Poesie", 1942
George Inness - Sunset at Etretat Thomas Moran 1837-1926 | Pittore americano Thomas Moran - Sunset on the Moor, 1880

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