Artista realista

Movimento artistico dei Macchiaioli

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Niccolò Cannicci - Le gramignaie al fiume, 1896
Da sinistra seduti: Serafino de Tivoli, Saverio Altamura, Silvestro Lega, Ferdinando Bonamici. - Da sinistra in piedi: Giuseppe Bianchi, ignoto, Cristiano Banti, Odoardo Borrani.
I Macchiaioli erano un gruppo di pittori italiani * attivi in ​​Toscana nella seconda metà del diciannovesimo secolo, che, rompendo con le antiquate convenzioni insegnate dalle accademie italiane d'arte, facevano molta della loro pittura all'aperto * per catturare luce naturale, ombra e colore. Questa pratica riguarda i Macchiaioli agli impressionisti francesi * che vennero alla ribalta qualche anno dopo, sebbene i Macchiaioli perseguissero scopi alquanto diversi. Federico Zandomeneghi - Il giubbetto rosso, 1895 Francesco Paolo Michetti - Ritratto di Giuseppe Verdi, 1887 Francesco Paolo Michetti - La processione del Venerdì Santo, 1895 Giovanni Fattori - Buoi al tramonto Giovanni Fattori - Soldati francesi del '59 (1859)
Gli artisti più importanti di questo movimento furono: Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Adriano Cecioni, Vito D'Ancona, Serafino De Tivoli, Giovanni Fattori, Raffaello Sernesi, Silvestro Lega e Telemaco Signorini.
Il movimento ebbe origine da un piccolo gruppo di artisti, molti dei quali erano stati rivoluzionari nelle insurrezioni del 1848. Alla fine del 1850, gli artisti si incontravano regolarmente al Caffè Michelangiolo di Firenze per discutere di arte e politica. Questi giovani idealisti, insoddisfatti di l'arte delle accademie condivideva il desiderio di rinvigorire l'arte italiana emulando l'audace struttura tonale che ammiravano in vecchi maestri come Rembrandt, Caravaggio e Tintoretto. Trovarono anche ispirazione nei dipinti dei loro contemporanei francesi della scuola di Barbizon.
  • Il movimento
Credevano che le aree di luce e ombra, o "Macchie" (patch o macchie letteralmente) erano i componenti principali di un'opera d'arte. La parola macchia era comunemente usata da artisti e critici italiani nel diciannovesimo secolo per descrivere la qualità scintillante di un disegno o di una pittura, a causa di un'esecuzione abbozzata e spontanea o per l'armoniosa ampiezza del suo effetto complessivo. Nei suoi primi anni il nuovo il movimento è stato ridicolizzato. Una recensione ostile pubblicata il 3 novembre 1862 nella rivista Gazzetta del Popolo segna la prima apparizione in stampa del termine Macchiaioli. Il termine portava molte connotazioni: sottintendeva beffardamente che i lavori compiuti dagli artisti non erano altro che schizzi, e ricordava il frase "darsi alla macchia", intendendo, in modo idiomatico, di nascondersi tra i cespugli o la boscaglia. Gli artisti, infatti, dipingevano gran parte del loro lavoro in queste aree selvagge.Questo senso del nome identificò anche gli artisti con i fuorilegge, riflettendo il punto di vista dei tradizionalisti che la scuola di artisti lavorava al di fuori delle regole dell'arte, secondo le rigide leggi che definivano l'espressione artistica dell'epoca. Anche se i Macchiaioli sono stati spesso paragonati agli impressionisti, non andavano così lontano come i loro giovani contemporanei francesi nella ricerca dell'ottica effetti.
Erich Steingräber dice che i Macchiaioli "rifiutato di dividere la tavolozza nei componenti dello spettro dei colori e non ha dipinto ombre blu. Questo è il motivo per cui le loro immagini mancano della luce che penetra ovunque e che eclissa i colori e i contorni e dà origine al "vibrismo" peculiare della pittura impressionista. L'identità indipendente delle singole figure non è compromessa".
Il verdetto che i Macchiaioli erano "impressionisti falliti"è stato contrastato da una visione alternativa che colloca i Macchiaioli in una categoria a parte, un decennio davanti agli impressionisti parigini, interpretazione che vede i Macchiaioli come i primi modernisti, con le loro ampie teorie della pittura che catturano l'essenza dei movimenti successivi che non vedere la luce del giorno per un altro decennio o più. In questa visione i Macchiaioli emergono come molto radicati nel loro tessuto sociale e contesto, letteralmente combattendo al fianco di Giuseppe Garibaldi in nome del Risorgimento e dei suoi ideali. Come tali, le loro opere forniscono commenti su vari temi socio-politici, tra cui emancipazione ebraica, carceri e ospedali, e condizioni delle donne, tra cui la triste condizione delle vedove di guerra e la vita dietro le linee. I Macchiaioli non seguirono la pratica di Monet di finire grandi dipinti interamente en plein air, ma piuttosto usato piccoli schizzi dipinti all'aperto come base per i lavori finiti in studio. Molti degli artisti dei Macchiaioli morì in penuria, raggiungendo la fama solo verso la fine del 19 ° secolo. Oggi il lavoro dei Macchiaioli è molto più conosciuto in Italia che altrove; gran parte del lavoro è tenuto, al di fuori del disco pubblico, in collezioni private. I Macchiaioli sono stati oggetto di una mostra al Chiostro del Bramante a Roma, l'11 ottobre 2007 - 24 febbraio 2008, che ha viaggiato a Villa Bardini in Firenze, 19 marzo - 22 giugno 2008. Un'altra mostra dei Macchiaioli si è tenuta presso le Terme Tamerici di Montecatini, Italia, 12 agosto 2009 - 18 marzo 2010. Il Musée de l'Orangerie di Parigi ha allestito una mostra dei Macchiaioli 10 aprile - 22 luglio 2013. | © Wikipedia Giuseppe De Nittis - Colazione in giardino, 1883 Mario Puccini - Barconi a fortezza, 1920 Niccolò Cannicci - Le gramigna ie al fiume (Particolare) Oscar Ghiglia - Gustavo Sforni in veranda che legge, 1913 Oscar Ghiglia - Ritratto della moglie Isa Silvestro Lega - Signora al pianoforteI Macchiaioli sono un gruppo di artisti attivi a Firenze nella seconda metà dell'Ottocento.
  • Storia
Il termine venne coniato nel 1862 da un recensore della «Gazzetta del Popolo»Che definisce con intenti denigratori quei pittori che intorno al 1855 hanno dato origine ad un rinnovamento anti-accademico della pittura italiana in senso verista.Al Caffè Michelangelo a Firenze, insieme al critico Diego Martelli, un gruppo di pittori dà vita al movimento dei macchiaioli.Questo movimento vorrebbe rinnovare la cultura pittorica nazionale.La poetica macchiaiola è verista contrari al romanticismo, al neoclassicismo e al purismo accademico, e sostiene che l'immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro chiamata dello specchio nero, specchio uno specchio con il fumo ammesso di contrasti chiaroscurali all'interno del dipinto.
L'arte di questi pittori consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri".
I principali esponenti di questa corrente pittorica furono: Telemaco Signorini, Raffaello Sernesi, Giuseppe Abbati, Odoardo Borrani, Adriano Cecioni, Giovanni Fattori, Serafino De Tivoli, Silvestro Lega, Stefano Bruzzi, Vincenzo Cabianca, Cristiano Banti, Vito D'Ancona, Giovanni Costa , Ferdinando Buonamici, Niccolò Cannicci.Ebbero un esordio "macchiaiolo"Giovanni Boldini e Federico Zandomeneghi prima del loro trasferimento a Parigi.
  • Origine del nome
Il nome fu usato da un giornalista per la prima volta nel 1862 in occasione di un'esposizione fiorentina. In realtà l'espressione è coniata dal giornalista in senso piuttosto denigratorio, ma i pittori sono un identificativo del loro gruppo.Il contenuto paesaggistico tipico del movimento dei Macchiaioli viene più volte ripreso per coerenza dell 'opposizione verso gli ideali del Purismo, tra cui il sublime teorizzato da Edmund Burke, un sublime simbolico e non percepito nella realtà dei partigiani.Il sublime dell'arte italiana invece è molto simile a quello della Vastitas, critico nei paesaggi a campo aperto dagli stessi partigiani, tra cui Giovanni Fattori.Il nome fa riferimento al fatto che questi sono esclusi dalla linea e dal punto di vista del colore. | © Wikipedia Giovanni Fattori
Silvestro Lega Elenco dei Macchiaioli Art Movement Artists
Giovanni Fattori 1825-1908 Telemaco Signorini Antonio Ermolao Paoletti

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