Arte rinascimentale

Giovanni Battista Tiepolo (1696-1770) | Pittore dell'epoca rococò

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Il veneziano Giovanni Battista Tièpolo (1696-1770) fu probabilmente il più grande pittore dell'Europa del diciottesimo secolo e l'eccezionale primo maestro del Grand Manner. La sua arte celebra l'immaginazione trasponendo il mondo della storia antica e del mito, delle scritture e delle leggende sacre in un linguaggio grandioso, persino teatrale. La struttura prospettica di Leonardo per gli affreschi del Tiepolo è cruciale per comprendere la nozione settecentesca della pittura come finzione scenica - qualcosa destinato a coinvolgere lo spettatore a un livello puramente immaginativo. Ciò era in linea con la pratica teatrale del giorno, specialmente l'opera.


La sua arte, con le sue geniali partenze dalle convenzioni e il suo brillante uso di splendidi costumi, celebra la nozione di capriccio artistico (capriccio) e fantasy (fantasia). Nelle sue mani, l'abbozzo di olio informale è stato portato a una forma d'arte primaria, degna di essere raccolta insieme ai suoi dipinti finiti. Per le sue incomparabili decorazioni ad affresco - come quelle di Palazzo Labia, Venezia - ha collaborato con uno specialista in prospettiva, Girolamo Mengozzi Colonna (1688-ca. 1766), che di tanto in tanto ha disegnato scenografie per l'opera. Esiste una stretta analogia tra gli obiettivi del dipinto di Tiepolo e quello del principale poeta e librettista Pietro Matastasio (1698-1782), che, pur essendo nato a Roma, era alla corte di Dresda:
"Sogni e favole io moda; e anche mentre abbozzo ed elaboro favole e sogni su carta ... entro in essi li prendo a piangere e sono offeso dai mali che ho inventato. Ma sono più saggio quando l'arte non mi inganna? "


Il primo capolavoro di Tiepolo fu un ciclo di enormi tele dipinte per decorare un grande salone del Ca 'Dolfin, a Venezia (circa. 1726-1729). Rappresentano antiche battaglie e trionfi e permisero a Tiepolo l'opportunità di introdurre costumi esotici, sculture e manufatti antichi e azioni violente che a volte sembrano fuoriuscire dai telai e nella stanza. Originariamente incastonate in nicchie nel muro, le tele erano circondate da cornici affrescate e completate da un soffitto affrescato (non da TiepoloLe più grandi opere di Tiepolo sono senza dubbio i soffitti affrescati che realizzò per chiese a Venezia e ville e palazzi in Italia, Germania (Residenz, Würzburg) e in Spagna (Palazzo Reale, Madrid). Il punto più alto è segnato dai soffitti dipinti tra il 1750-1753 per il principe-vescovo Carl Philipp von Greiffenklau a Würzburg. Oltre alla grandiosa scala progettata dall'architetto tedesco Balthasar Neuman, Tiepolo dipinse un vasto soffitto che mostrava Apollo e i continenti. In questo affresco, il soffitto si apre su un cielo pieno di luce abitato dagli dei dell'Olimpo, mentre intorno alla periferia sono mostrate pittoresche vignette che simboleggiano i quattro continenti, con figure mostrate come se stessero sulla cornice. Tiepolo utilizzava più punti di vista determinati dal progresso cerimoniale dei visitatori che salivano le scale per un pubblico con il principe-vescovo, mostrando così la sua acuta consapevolezza del sito e della funzione.

La sala ovale era, ancora, decorata da Tiepolo, questa volta con eventi semi-mitici della storia locale, e qui stucchi abbaglianti incorniciano gli affreschi, a volte fingendo tende tirate indietro per rivelare le scene e altre volte trasformando senza soluzione di continuità figure dipinte in 3 MrGreen realizzando una mano, un piede, un braccio o un sostegno in rilievo scolpito. Tiepolo era altrettanto apprezzato come disegnatore: i suoi poteri di invenzione erano sconfinati e la sua facilità senza pari. Le sue stampe fantasiose godevano di grande fama e le loro immagini oniriche ea volte inquietanti di stregoni, punchinelli e monumenti classici possono aver influenzato Goya🎨. | Keith Christiansen © Il Metropolitan Museum of Art, Dipartimento dei dipinti europei






















Tièpolo, Giambattista - Pittore (Venezia 1696 - Madrid 1770). Tra i massimi esponenti del rococò e ultimo grande protagonista della decorazione monumentale in Europa. Tièpolo lavorò in Italia e all'estero, lasciando numerose opere, nelle quali, sempre aggiornato sulle ultime tendenze artistiche, mostra una stupefacente capacità di assorbimento con naturalezza le intonazioni stilistiche dai più differenti pittori, rielaborandole poi con la propria sensibilità e una tecnica rapida. Grazie a lui la tradizione decorativa veneziana tornò un imporsi sulla scena artistica del suo tempo. Tra le opere più significative dell'evoluzione della sua arte vi sono gli affreschi del palazzo arcivescovile di Udine (1726-30), le tele per la Scuola del Carmine a Venezia (1743), uno dei suoi capolavori, e gli affreschi per la residenza di Carlo Filippo di Greiffenklau a Würzburg (1751-53).


  • Vita ed opere
Cognato di Francesco Guardi, di cui sposò la sorella, Cecilia, dalla quale ebbe nove figli, e studente di G. Lazzarini, fu presto attratto dalla pittura contrastata e tenebrosa e dallo stile espressivo e drammatico di G. B. Piazzetta e F. Bencovich (Madonna del Carmelo, 1720 circa, Brera; Martirio di s. Bartolomeo, 1722, Venezia, S. Stae). Con l'esordio di Tièpolo nel campo della decorazione e dell'affresco divenne presto evidente il nuovo interesse per l'arte di S. Ricci e il riferimento fondamentale a Paolo Veronese🎨.
Dopo la decorazione della volta della cappella di S. Teresa nella chiesa degli Scalzi a Venezia (1724-1725; per alcuni critici 1728-29), che presenta ancora molti punti di convergenza con Piazzetta, con gli affreschi del palazzo arcivescovile di Udine si verificò una vera e propria svolta nell'arte di Tièpolo; la decorazione (Storie dell'Antico Testamento), che si estende nella galleria, nella volta dello scalone e nella Sala Rossa, è caratterizzato dall'uso di colori chiari e trasparenti, permeati di luce, e da composizioni spaziali aperte monumentali; la fantasiosa realizzazione scenografica lascia spazio alla resa del reale, come nei dettagli naturalistici dell'episodio di Rachele e Giacobbe.Negli anni successivi la fama di Tièpolo si consolidò in Italia ed all'estero. Guardando, oltre che a Ricci, a GA Pellegrini e L. Giordano, ma al classicoismo veronesiano, l'artista sviluppa una versione personale del rococò attraverso la ricerca di luce atmosferica e di un nuovo rapporto forma / luce / colore, che non mira allo sfaldamento del volume ma piuttosto sottolinea la solidità e il plasticismo della figura umana, anche con l'uso di tinte esaltate dalla luce solare.

Nelle sue composizioni, spesso osservate con ironia, coniugò arguzia narrativa e finzione scenica, avvalendosi anche dell'apporto delle quadrature, spesso dagli dal vivo G. Mengozzi Colonna. Al ritorno da Udine (dove aveva eseguito anche affreschi nel duomo) fu a Milano (decorazioni nei palazzi Archinto e Dugnani, 1731), a Bergamo (Cappella Colleoni, 1732-33), a Vicenza (villa Loschi-Zilieri) Accanto ai luoghi dipinti di soggetto profano, come accadono le grandi realizzazioni per le istituzioni religiose di Venezia, come gli affreschi per la chiesa dei Gesuati (1737-39) e dipinti per la chiesa del Carmine e per S. Alvise.Tra i maggiori risultati del sodalizio con Mengozzi Colonna è la decorazione del palazzo Labia (1747-50) con le storie di Marcantonio e Cleopatra, con una splendida coreografia di architetture aperte sul cielo, popolata da personaggi in costumi contemporanei. Chiamato a Würzburg nel 1750 dal principe vescovo Carlo Filippo di Greiffenklau, realizzò la decorazione della residenza, con l'aiuto dei figli Giandomenico (v.) E Lorenzo (Venezia 1736 - Madrid 1776), attivo nella sua bottega.La decorazione, da molti ritenuta il suo capolavoro assoluto, è un effetto fastoso nel salone disegnato da B. Neumann, ornato di stucchi bianchi e oro, e ancora di più nella volta dello scalone, con la grandiosa rappresentazione dell'Olimpo con le quattro parti del mondo.Tornato a Venezia (1753), Tièpolo assolse numerosissime commissioni di ogni genere: del 1757 sono gli affreschi di villa Valmarana presso Vicenza, mentre a Venezia lavorò a Palazzo Ducale (Nettuno offre doni a Venezia, 1748-50), e per nobili famiglie veneziane (affreschi a Ca 'Rezzonico, 1758). 1755 eseguì a Udine affreschi nell'oratorio della Purità, e nel duomo di Este la pala con S. Tecla libera Este dalla pestilenza; del 1761-62 è l'Apoteosi della famiglia Pisani nella villa Pisani a Stra, ultima opera eseguita in Italia.Nel 1762 il pittore si trasferì infatti a Madrid per affrescare la vendita del nuovo Palazzo Reale (Apoteosi di Enea, Grandezza della monarchia spagnola e Apoteosi della Spagna), eseguito con l'aiuto dei figli tra il 1762-1767.
Dopo il compimento del ciclo Tièpolo rimase in Spagna; le sette pale d'altare dipinte per il convento di Aranjuez (1767-1769; ora divise tra il Prado e il Palazzo Reale di Madrid), dall'intonazione più intimamente patetica, furono però poco dopo sostituite con altrettante tele di A. R. Mengs, segno dell'avvento del nuovo gusto neoclassico.Di notevole importanza è l'opera grafica di Tièpolo; di interesse i disegni (conservato a Londra, al Victoria and Albert Museum; Firenze, museo Horne; Stoccarda, Staatsgalerie; Venezia, museo Correr; Trieste, Museo Civico), in rapporto alla sua produzione pittorica, che riporta la sua evoluzione stilistica e ne rivelano la straordinaria fantasia e la vena satirica.Più limitata alla produzione incisoria: tra le acqueforti ricordiamo i ventiquattro Scherzi ei dieci Capricci, di dati incerti, e vari soggetti Religiosi. | © Treccani

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