Movimento artistico surrealista

Giuseppe Arcimboldo | Pittore manierista

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Le bizzarre opere di Giuseppe Arcimboldo🎨, in particolare le sue molteplici immagini, furono riscoperte nei primi anni del XX secolo da artisti surrealisti come Salvador Dali🎨. Arcimboldo🎨 nacque a Milano nel 1527, figlio di Biagio, un pittore che lavorò per il ufficio della Fabbrica in Duomo. Arcimboldo ricevette l'incarico di progettare vetrate colorate a partire dal 1549, tra cui il libro di storie di Santa Caterina d'Alessandria al Duomo.
Nel 1556 collabora con Giuseppe Meda agli affreschi per il Duomo di Monza.
Nel 1558, disegnò il cartone per un grande arazzo della Dormizione della Vergine Maria, che ancora oggi pende nella cattedrale di Como.



Nel 1562 divenne ritrattista di corte di Ferdinando I alla corte degli Asburgo a Vienna e, successivamente, a Massimiliano II e suo figlio Rodolfo II alla corte di Praga. Fu anche decoratore di corte e costumista. Il re Augusto di Sassonia, che visitò Vienna nel 1570 e nel 1573, vide il lavoro di Arcimboldo e ne commissionò una copia "Le quattro stagioni"che incorpora i suoi simboli monarchici. Il lavoro convenzionale di Arcimboldo, su temi religiosi tradizionali, è caduto nell'oblio, ma i suoi ritratti di teste umane composte da verdure, frutta e radici degli alberi, sono stati molto ammirati dai suoi contemporanei e rimangono una fonte di fascino oggi.I critici d'arte discutono se questi dipinti fossero stravaganti o il prodotto di una mente squilibrata.Ma maggioranza di studiosi ritiene che, vista la fascinazione del Rinascimento, con enigmi, enigmi e bizzarri (vedi, ad esempio, le teste grottesche di Leonardo da Vinci🎨, un collega milanese), Arcimboldo, lungi dall'essere mentalmente squilibrato, si è adattato al gusto dei suoi tempi. Leonardo da Vinci - teste grottesche, 1490

Arcimboldo morì a Milano, a cui si ritirò dopo aver lasciato il servizio degli Asburgo. Fu durante quest'ultima fase della sua carriera che realizzò il ritratto composito di Rudolph II, così come il suo autoritratto come Four Seasons. I suoi contemporanei italiani lo onorarono di poesie e manoscritti che celebravano la sua illustre carriera. Le sue nature morte a volto nascosto sono una possibile influenza sul suo giovane contemporaneo lombardo Caravaggio, la cui pittura di frutta nel museo di Brera a Milano è considerata una delle prime nature morte indipendenti. Quando l'esercito svedese invase Praga nel 1648, durante il La guerra dei trent'anni, molti dei dipinti di Arcimboldo sono stati presi dalla collezione di Rudolf II. I suoi lavori si possono trovare nel Kunsthistorisches Museum di Vienna e nell'Abbrusch Schloss Ambras di Innsbruck, nel Louvre di Parigi e in numerosi musei svedesi. In Italia, il suo lavoro è a Cremona, a Brescia, e alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Il Wadsworth Atheneum di Hartford, nel Connecticut, il Denver Art Museum di Denver, in Colorado, la Menil Foundation di Houston, in Texas, e il Candie Museum di Guernsey possiedono anche dipinti di Archimboldo. | Wikipedia
















Giuseppe Arcimboldo🎨 o Arcimboldi, come è nominato in diversi documenti d'archivio (Milano, 5 aprile 1526 - Milano, 11 luglio 1593) è stato un pittore italiano, noto anche per le sue grottesche "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di trompe-l'œil, oggetti o elementi dello stesso genere (prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli, libri , ecc) collegato metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da sublimare il ritratto stesso.Giuseppe Arcimboldo🎨 nacque a Milano nel 1526, figlio di Biagio, pittore accreditato presso la Veneranda Fabbrica del Duomo e discendente da un ramo cadetto di un'aristocratica famiglia milanese . Presso la bottega paterna Giuseppe iniziò la sua attività artistica verso il 1549, anno in cui si è impegnato nel disegno di cartoni che si dovevano servire per la costruzione delle Vetrate del duomo di Milano. Racconto impegno continuò negli anni successivi: gli scritti infatti attribuiti con sufficiente certezza i cartoni preparatori delle storie di Santa Caterina di Alessandria, opera nel 1556 da un maestro vetraio tedesco, Corrado Mochis da Colonia. Nel 1556 lavorò nel Duomo di Monza, con un monumentale affresco nel transetto settentrionale, con l'Albero di Jesse, condotto in collaborazione con Giuseppe Meda. Nel 1558 fu impegnato nella realizzazione di un cartone per un arazzo nel Duomo di Como.Poco altro ancora si sa sulla restante attività artistica di Arcimboldo nel primo periodo milanese. Paolo Morigia, amico di Giuseppe, di lui come di «... pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l'aver dato un saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura vieni in diversi bizzarrie, non solo nella patria, ma ancor fuori, acquistasse gran lode ... . »La formazione milanese dell'Arcimboldo lo vide dunque interessarsi a"bizzarrie diversiGiovanni Paolo Lomazzo - dal soggiorno milanese di Leonardo.Il passo del Morigia, dianzi citato, continua narrando quello che fu l ' episodio decisivo della vita e della carriera di Arcimboldo: la sua partenza, nel 1562, alla volta di Vienna, invitato a corte dal principe (e futuro imperatore) Massimiliano II d'Asburgo.Nella capitale austriaca Giuseppe «... è molto benvoluto e accarezzato da Massimiliano, et raccolto con grande umanità, et con honorato stipendio… »


Nonostante la fama internazionale presto raggiunta, il catalogo delle opere di Arcimboldo a noi pervenuto è piuttosto scarno; esso si incentra in larga misura sulle famose "Teste Composte"Fisionomie grottesche ottenute attraverso bizzarre di una straordinaria varietà di forme viventi o di cose.Le sue opere più famose sono in effetti le otto tavole di dimensioni dimensioni, in forma di ritratto allegorico, le quattro stagioni (Primavera, Estate, Autunno e Inverno) e i quattro elementi della cosmologia aristotelica (Aria, Fuoco, Terra, Acqua). Le otto allegorie - in ognuna delle quali si ammira la cura lenticolare dei particolari di evidenza ascesa e nordica e il margine cromatico della sua brillante tavolozza - sono pensate per fronteggia le coppie sulle pareti della residenza imperiale, ogni stagione rivolta ad un elemento, secondo quelle corrispondenti tra microcosmo e macrocosmo care alla filosofia aristotelica. Ad esempio Rodolfo II d'Asburgo è considerato nelle vesti del dio romano Vertumno, dio delle mutazioni stagionali. Il quadro simboleggia il ruolo dell'imperatore come sintesi del creato ed emblema dell'uomo microcosmo. Giuseppe Arcimboldo - Le stagioni e gli elementiCopie e varianti delle ammiratissime Quattro Stagioni vennero donate a nobili e regnanti europei come parte della diplomazia di Massimiliano II: una copia della Primavera ai regnanti di Spagna.Arcimboldo non fu solo pittore di corte: alla sua cultura l'imperatore è affidò anche per le mascherate, i giochi ed i cortometraggi che allietavano la vita di corte. Memorabili furono, sotto questo profilo, le nozze dell'arciduca Carlo II d'Austria con Maria Anna di Wittelsbach, nelle quali Arcimboldo ebbe un ruolo di grande inventore e regista dei fasti nuziali.Sono 148 i disegni🎨 (raccolti nel cosiddetto Carnet di Rodolfo II conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi a Firenze) che testimoniano il poderoso impegno di Giuseppe come coreografo degli eventi ludici alla corte viennese. Questi sono i costumi fantastici per le dame ed i cavalieri, con le donne con il loro sfilate in corteo, bizzarre acconciature femminili ed altro ancora.Alla morte di Massimiliano, Arcimboldo passò al servizio del successo Rodolfo II e incontrò subito la stima del nuovo imperatore , stanti i suoi noti interessi per gli studi alchemici e per tutto ciò che appariva esoterico e "maraviglioso"nel campo dell'arte, delle scienze e delle cose naturali.Giuseppe si mosse a Praga, quando Rodolfo vi stabilì la capitale dell'impero e nella"città magica"L'amore è venuto per le acquisizioni che andarono via ad arricchire la strepitosa Kunst e Wunderkammer di Rodolfo.Per i lunghi anni di servizio prestati alla corte imperiale, oltre alla fama artistica e al benessere economico, Arcimboldo beneficiò di speciali onorificenze fino ad essere nominato da Rodolfo Conte Palatino Con la promessa di restare al servizio dell'imperatore, Giuseppe ottiene il permesso di tornare, nel 1587, nella sua Milano.
Gli anni del secondo periodo milanese sono ancora ricchi di impegno e di successo: un racconto periodo risalgono i dipinti della Ninfa Flora e di Rodolfo II in veste di Vertunno, celebra ancheesse - vieni le precedenti Teste Composte - da poeti e scrittori di corte .Nel 1593 Giuseppe Arcimboldo morì nella sua Milano assassinato misteriosamente.Molti pittori tentarono di imitare le sue invenzioni fantastiche creando non pochi problemi nella verità identificativo del suo catalogo.
La produzione artistica- Qualche decennio dopo la morte di Giuseppe Arcimboldo, anche la sua fama iniziaò a disperdersi. La riscoperta della sua produzione artistica da parte della critica dovette attendere, nel XX secolo, l'impulso della pittura surrealista🎨 con l'inquietudine esistenziale che si vede in scena.Arcimboldo fu interprete della cultura magico-cabalistica del XVI secolo e fu, per molti versi, esponente di quel manierismo nel quale e progressivamente ad infiacchirsi la pittura rinascimentale.Piuttosto evidente - come si è detto - è il suo debito verso le deformazioni fisionomiche di Leonardo, ma ancor più evidente è il suo debito verso la straordinaria diffusione di enigmatiche collezioni grottesche e verso altre e più esplicite elucubrazioni alchemico-pittoriche del tempo.L'arte di Arcimboldo è dunque figlia del suo tempo, quando si muove giocosamente verso la ricerca del significato nascosto delle cose, sia essa rivolta alla omogenia della parte e del tutto, alle corrispondenze tra macrocosmo e microcosmo, oppure al senso enigmatico e nascosto delle cose (come nelle sue celebrazioni Nature morte reversibili) Il senso ludico della sua ricerca, quasi per l'effetto di quel sortilegio alchemico che trova spesso nella pittura surrealista, si trasforma - almeno nello sguardo d'oggi - in profonda inquietudine.Osserva acutamente Roland Barthes, che l ' effetto che oggi suscitano in noi le tavole di Arcimboldo è la "repulsione":
«Le teste di Arcimboldo sono mostruose perché rimandano tutte, come che è la grazia del soggetto allegorico, [...] ad un malessere sostanziale: il brulichio. La mischia delle cose viventi [...] dispone in un disordine stipato (prima di giungere alla intelligibilità della figura finale) evoca una vita tutta larvale, un pullulìo di esseri vegetali, vermi, feti, visceri al limite della vita, non ancora nati eppure già putrescenti».
In fondo il senso più vero della pittura di Arcimboldo è quella inquietudine trasmessa dal gusto del "mostruoso"che ritroviamo nelle Wunderkammer o nei disegni (cari per esempio al contemporaneo Ulisse Aldrovandi) di esseri umani in cui le forme sono confondono, segno della misteriosa inclinazione teratologica che spesso la natura manifesta. | Wikipedia


Guarda il video: GIUSEPPE ARCIMBOLDO il Manierista Surrealista Alchemico (Luglio 2020).

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